Guida al download responsabile #6: "Hearts and Minds" di Peter Davis

Michael Moore lo ha definito il suo documentario preferito, forse il suo film più amato in assoluto. Hearts and Minds (112 minuti), il documentario capolavoro sul Vietnam di Peter Davis, uscì nel 1974 in un'America ancora divisa in due. Ostacolato dall'esercito americano e dai suoi generali che tentarono in mille modi di ritardarne l'uscita con azioni legali, venne immediatamente osannato dal fronte pacifista. Attraverso interviste sorprendenti e abbondante materiale d'archivio, il film esplora non solo le ragioni dei pacifisti ma tenta di dare la parola anche ai Vietnamiti stessi, analizzando insieme anche le ragioni razziste e quasi messianiche degli alti respomsabili dell'esercito americano nel conflitto. Presentato al Festival di Cannes e vincitore dell'Oscar per il miglior documentario, oggi va guardato non solo come un documento d'epoca ma come un'opera di analisi documentaria pionieristica. Come accade con i film di difficile reperibilità, la soluzione per procurarselo è il download oppure l'acquisto della (sontuosa ma piuttosto cara) edizione in dvd della Criterion Collection.
In anteprima- recensione di "Sicko", il nuovo film di Michael Moore

Pubblichiamo in anteprima una recensione di SICKO, il nuovo film di Michael Moore, regista di Bowling a Columbine e Fahreneit 9/11, la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il 24 agosto prossimo.
Dopo il controverso Fahreneit 9/11, premiatissimo al botteghino (è il documentario di maggior successo della storia del cinema), Oscar per il documentario e Palma d’oro al Festival di Cannes del 2004, Michael Moore è tornato con Sicko a quello che sa fare meglio: l’analisi impietosa del sistema americano attraverso un singolo fenomeno rivelatore del malessere di una nazione. Era stato così in Roger & Me, che partiva dalle delocalizzazioni e i licenziamenti della General Motors per estendersi su tutto il sistema produttivo ed economico americano, e soprattutto di Bowling for Columbine, incentrato sull’uso e la circolazione delle armi da fuoco. Con il suo nuovo film Moore conferma di aver ormai decisamente virato verso un populismo che farà storcere il naso ad alcuni spettatori, specie europei, ma recupera una lucidità e una coerenza che erano venuti meno in Fahreneit 9/11. Insieme alla pena di morte, l’esistenza di un sistema sanitario privatizzato è forse l’elemento degli Stati Uniti che più indigna l’opinione europea. Dopo aver lanciato un appello dal suo sito, in cui chiedeva agli americani di raccontare le proprie storie di malasanità, Moore ha indagato e filmato un’infinità di storie minime di cittadini americani. Dal falegname che ha perso due falangi e che se ne è fatta riattaccare una sola perché l’altra era troppo cara, alla madre che ha perso la figlia perché l’ospedale non riconosceva la sua assicurazione medica. Dalla donna cui non viene diagnosticato un cancro per non dover rimborsare i costi di una chemioterapia alle statunitensi che decidono di sposare un canadese per avere una copertura medica. Anche chi è coperto è spesso a rischio, sottoposto al rigido controllo di assicurazioni alla costante ricerca di cavilli burocratici e patologie pregresse che permettono loro di non corrispondere le prestazioni mediche dovute.
Seguendo uno schema preciso e talvolta un po’ripetitivo, il film alterna agli vergogne sanitarie americane il ritratto del sistema medico di un altro paese di cui viene mostrata la superiorità. Così Moore mostra come Canada, Regno Unito, Francia e persino Cuba godano di un sistema sanitario pubblico, ed in generale di un sistema di protezioni statali, che protegge i propri cittadini assai più che negli Stati Uniti. Dalla sanità, il regista si allarga a tutto il sistema statunitense, rivelando un paese in cui la classe politica, da Nixon fino alle ultime riforme Bush jr, ha smantellato ogni forma di protezione statale, svendendosi poi letteralmente alle case farmaceutiche, principali contributrici delle loro campagne elettorale. Un paese di indebitati cronici dove la mortalità infantile è più alta che a Santo Domingo ma dove le compagnie assicurative fanno super profitti.
Lo stile del regista non è cambiato: Moore è spesso in scena in prima persona a fare domande provocatorie o commentare, con una voce off molto insistente, situazioni surreali oppure lacrimevoli, mescolando alle interviste alcuni inserti documentari che testimoniano macchinazioni e scandali politici. Dotato evidentemente di una eccellente équipe di archivisti, Moore regala alcune gemme d’archivio, tra cui spicca il discorso pubblico dell’allora attore Ronald Reagan nel quale il futuro presidente spiega che, in pratica, accettando oggi una sanità pubblica, saremo presto in un sistema collettivizzato e socialista. Di grande impatto il finale, nel quale Moore, dopo aver scoperto che l’unico luogo degli USA dove le prestazioni sanitarie sono gratuite è il “campo per terroristi” di Guantanamo, decide di accompagnarvi alcuni soccorritori dell’ 11 Settembre cui lo stato ha rifiutato ogni assistenza, oltre ad alcuni cittadini senza copertura medica. Di fronte all’impossibilità di ricevere tali cura, la comitiva (con mossa scaltramente preparata, ovviamente) si sposta a Cuba dove a tutti sono concesse cure gratuite e manifestazioni di solidarietà ed affetto.
Non cambiando lo stile restano, ovviamente, alcuni difetti intrinsechi a quest’ultimo. Abbiamo detto del populismo, cui si aggiungono la parzialità di certi interventi (a rigor di logica, intervistare una famigliola felice della classe media francese non significa che tutti i francesi siano più felici e tutelati degli americani), un gusto stucchevole per le frasi ad effetto e certe cadute decisamente kitsch, come quando il regista passeggia sul Pont de la Concorde a Parigi con in sottofondo “Je t’aime, moi non plus” di Serge Gainsbourg. In una parola, a voler fare un’obiezione estetica, l’impostazione di Sicko, come già gli altri film del regista, rimane di gusto molto “americano”.
Alora la domanda è semplice: il fine giustifica i mezzi? Chi conosce la ferocia del dibattito politico statunitense e il potere di certe opinioni, sostenute da potenti lobby, contro la sanità pubblica (nel film si osservano politici e opinionisti avanzare obiezioni del tipo “Volete che sia lo stato a scegliere per voi?”, “Se vostra madre si sentisse male, dovreste prima parlare con un burocrate e poi con un medico”), forse converrà che lo stile di Moore è necessario per aprire una porta che sembra sprangata. E per quanto non propriamente rigoroso, il suo cinema è il massimo di quanto si possa proporre al grande pubblico americano senza passare da intellettuali filo-europei.
Probabilmente chi non ha amato Moore finora non cambierà idea visto che, come in passato, il regista continua a prestare il fianco agli argomenti dei suoi detrattori (su internet sono un’infinità, il più famoso dei quali è citato anche nella fine di Sicko), per i quali rimane un populista, un manipolatore furbetto, uno che si è fatto una grande pubblicità e ha fatto i soldi giocando sullo sdegno degli americani e sull’anti- americanismo degli europei .
Tutto (in misura diversa) vero ma resta, oltre a uno stile documentaristico comunque originale, il coraggio di affrontare in maniera diretta temi di questa portata, portando il dibattito a un livello probabilmente più esteso di qualunque altro film politico o movimento civile non solo americano. E la posta in gioco, ovvero la creazione di un sistema sanitario universale e gratuito negli Stati Uniti, non è cosa da poco. Chi ha fatto di più scagli la prima pietra.
Curiosità: Il film è dedicato alla madre di Michael Moore ed alla memoria dello scrittore Kurt Vonnegut, scomparso lo scorso 11 Aprile, grande icona del pacifismo americano, strenuo oppositore della guerra in Iraq e fonte di ispirazione per svariate generazioni di attivisti politici in America. Uno di questi, Tom Morello, ex chitarrista di Rage Against the Machine e Audioslave, è autore della canzone "I'm alone with you", presente nella colonna sonora del film.
Link
Sito ufficiale del regista www.michaelmoore.com
Sito ufficiale del film http://www.sicko-themovie.com/
La pagina di YouTube dedicata al progetto Sicko http://www.youtube.com/group/SiCKOthemovie
La pagina del più popolare dei siti anti Michael Moore www.moorewatch.com






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