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Un documentario di Louis Malle quasi inedito: "Vive le Tour" (1962)

29/12/2007 | postato da: federicof | Commenti 4

Nel 1962 il grande regista francese Louis Malle, appena trentenne ma già reduce dal successo del visionario adattamento di Zazie nel Metrò di Raymond Quéneau, girò un bellissimo e sorprendente mini- documentario sul ... (Continua)

Shoah di Claude Lanzmann finalmente in DVD con Einaudi

17/10/2007 | postato da: federicof | Commenti 7

 

Alla fine ci ha pensato Einaudi a lavare l’onta della non- distribuzione in Italia di Shoah, il capolavoro- fiume di Claude Lanzmann, che arriva finalmente da noi in DVD,  a ventidue anni dalla sua uscita in Francia.

Un’opera di  9 ore e mezza, fatta quasi esclusivamente di testimonianze, principalmente sopravvissuti alla Shoah, che Lanzmann aveva raccolto dopo anni di ricerca in 14 paesi.  Un film seminale non solo per la rappresentazione della Shoah al cinema, che da allora avrebbe conosciuto un successo notevole, ma persino del dibattito storiografico sul tema. Al punto che in Francia il film, che conobbe anche una trascrizione in un volume con prefazione di Simone De Beauvoir, è regolarmente proiettato nelle scuole  in una versione che include 6 sequenze di mezzora ciascuna.

In attesa dell’uscita del DVD è possibile leggere, oltre a un libro che raccoglie le testimonianze presenti nel film (edito per Bompiani con una prefazione di Simone de Beauvoir), una breve intervista che Lanzmann ha rilasciato a Bernardo Valli per Repubblica

Vedi anche l'intervento di Maurizo G.De Bonis nel suo blog CineCulture:

Guida al download responsabile #2: "Hoop Dreams" di Steve James, Frederick Marx e Peter Gilbert (1994)

10/01/2007 | postato da: federicof | Commenti 3

Il secondo capitolo della nostra giovane “guida al download responsabile” (ovvero: se non potete permettervelo, se non è disponibile in Italia, scaricatevelo da eMule ché ne vale la pena) è dedicato a Hoop Dreams, stre... (Continua)

Guida al download responsabile #1: "We Feed the World" di Erwin Wagenhofer (2006)

02/01/2007 | postato da: federicof | Commenti 5

Questa è la prima di una serie di schede dedicate a documentari di scarsa reperibilità ma dal contenuto e dal valore imprescindibile. Documentari insomma che non è facile vedere in giro ma che può valere la pena di ammirare anche a costo di un piccolo atto discutibile (per alcuni) come il download gratuito sulla rete. In molti casi, laddove è disponibile una versione dvd, una proiezione imminente o un passaggio tv, verranno indicate le vie legali per accedere al film. Non vogliamo certo negare il diritto alla retribuzione dell'artista, anche perché vi segnaleremo soprattutto autori e case di produzione indipendenti. Ma personalmente difendiamo anche il diritto, soprattutto per le tasche "deboli" e ancor di più nel caso di film inaccessibili altrimenti, al download gratuito e responsabile.

Esaurita la doverosa premessa veniamo al primo film della serie, l’eccellente We Feed the World, scritto, girato e montato- in maniera peraltro formalmente splendida- da Erwin Wagenhofer, ennesimo esempio di grande documentarista austriaco emerso negli ultimi anni, insieme a Michael Glawogger (Workingman’s Death) e Hubert Sauper (Darwin’s Nightmare).

Si tratta di un tentativo di rispondere per immagini ad alcuni degli interrogativi più pressanti legati alla globalizzazione alimentare ed alla sua sostenibilità: Come arriva sulle nostre tavole il cibo che mangiamo? Quale è il prezzo ecologico da pagare per una simile produzione a grande scala? E’vero che sono i paesi del terzo mondo a pagare il prezzo del nostro consumo? L’agricoltura e la pesca tradizionale sono attività in via di estinzione? Attraverso cinque episodi, girati in cinque diverse parti del mondo, il film mette lo spettatore di fronte ad alcuni emblematici paradossi.

1. In Austria, il pane che alla fine di ogni giorno viene buttato a Vienne sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno della seconda città del paese, Graz.

2. In Bretagna, i pescatori hanno dovuto abbandonare i loro metodi tradizionali e adattarsi alle quote e alle normative imposte dalla UE che di fatto hanno aperto le porte ad una pesca su scala industriale e di bassa qualità .

3. In Spagna meridionale il territorio è soggetto a siccità ed il paesaggio somiglia ormai ad una distesa di lamiere, a causa della coltivazione estensiva di pomodori che ha raggiunto dimensioni irresponsabili.

4. In Brasile i gusti alimentari dei paesi ricchi hanno imposto la coltivazione del mais anche in Amazzonia, col conseguente disboscamento dell’ultima area verde del pianeta.

5. In Romania il passaggio a un’agricoltura moderna sta devastando il tessuto rurale tradizionale.

Fino all’inquietante e magistrale conclusione con l’intervista a Peter Brabeck, presidente della Nestlé, il quale sostiene, nella calma e nel lusso del suo ufficio di Ginevra, la necessità di considerare l’acqua un bene come tutti gli altri, sottoponendolo ad una logica di offerta e domanda commerciale. E sempre questi, mentre passeggia nei corridoi della Nestlè mostrando compiaciuto alcuni modellini che raccontano la storia dell’azienda, si lascia scappare bonario ed ecumenico: "Ma guardiamoci intorno: io dico che non siamo mai stati bene come adesso". Sipario. Io ho visto We Feed the World al Festival di Salonicco del 2006 con sottotitoli elettronici in ingese. So che è circolato per festival e rassegne speciali anche in Italia come il Festival Cinemambiente di Torino. Per chi parla tedesco il film è disponibile in dvd (provate ad esempio su amazon.de) ma non mi risulta che esista in circolazione in versione italiana o inglese, visto che anche il sito ufficiale non ne parla. Di necessità…download. Lo sforzo di capire la lingua originale vi riscatterà dalla piccola infrazione.

WE FEED THE WORLD. Austria, 2005, 35mm, col., 96’. Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Erwin Wagenhofer. Suono: Helmut Junker. Produzione: Allegro Film .

Sito ufficiale: http://www.we-feed-the-world.at/en

 

 

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