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Categorie Guida al download responsabile

Guida al download responsabile #7: "The Fog of War" di Errol Morris

15/12/2007 | postato da: federicof | Commenti 0

Stavolta si tratta di un download totalmente legale e ai limiti dell'inesistente concetto di "imperdibile". All'indirizzo http://best.online.docus.googlepages.com/ è infatti possibile scaricare, tra gli altri, il film The Fog of War... (Continua)

Guida al download responsabile #6: "Hearts and Minds" di Peter Davis

29/10/2007 | postato da: federicof | Commenti 0

 

 


Michael Moore lo ha definito il suo documentario preferito, forse il suo film più amato in assoluto. Hearts and Minds (112 minuti), il documentario capolavoro sul Vietnam di Peter Davis, uscì nel 1974 in un'America ancora divisa in due. Ostacolato dall'esercito americano e dai suoi generali che tentarono in mille modi di ritardarne l'uscita con azioni legali,  venne immediatamente osannato dal fronte pacifista. Attraverso interviste sorprendenti e abbondante materiale d'archivio, il film esplora non solo le ragioni dei pacifisti ma tenta di dare la parola anche ai Vietnamiti stessi, analizzando insieme anche le ragioni razziste e quasi messianiche degli alti respomsabili dell'esercito americano nel conflitto. Presentato al Festival di Cannes e vincitore dell'Oscar per il miglior documentario, oggi va guardato non solo come un documento d'epoca ma come un'opera di analisi documentaria pionieristica. Come accade con i film di difficile reperibilità, la soluzione per procurarselo è il download oppure l'acquisto della (sontuosa ma piuttosto cara) edizione in dvd della Criterion Collection.

Guida al download responsabile #5: “Zidane: a 21st Century Portrait” di Douglas Gordon e Philippe Parreno

05/04/2007 | postato da: federicof | Commenti 1


Come per Diego Armando Maradona, "protagonista" in questi giorni del film di Marco Risi e di una penosa vicenda alcolico- ospedaliera, il fatto di essere celebrati in film, canzoni e biografie quando si è ancora in vita, o addirittura ancora in attività,è uno dei segni dell’immortalità sportiva. E’un onore che tocca anche a Zinedine Zidane, forse il più grande calciatore al mondo dopo il ritiro dell’argentino. Ancora prima delle celebre testata rifilata a Marco Materazzi nella finale della Coppa del Mondo 2006 a Berlino, che rischia di rimanere il suo gesto più famoso e ritrasmesso, Zidane era stato infatti il soggetto principale di un interessante documentario firmato da Douglas Gordon e dal francese Philippe Parreno dal titolo Zidane: a 21st Century Portrait e già presentato al Festival di Cannes nel 2006.

In pratica, durante la partita Real Madrid- Villareal del 2005, i due video-artisti hanno utilizzato 17 telecamere, sia 35mm che HD, tutte quante puntate, con prospettive, angolature e focali differenti, proprio su Zidane, sotto la supervisione del direttore della fotografia Darius Khondji (quello, tra gli altri, di Seven, Panic Room, Io ballo da sola e Evita).

Considerata la difficile relazione tra calcio e cinema, viene da dirsi che serviva un film come questo per riconciliare i due universi. Il risultato è infatti stupefacente, ai limiti dell’arte astratta grazie anche al montaggio e alle musiche dei Mogwai. Zidane corre, talvolta col pallone tra i piedi ma più raramente da solo, mentre la sua voce off, catturata qualche tempo dopo la partita, commenta alcune azioni. In campo Zizou parla, litiga, si riposa, suda e sembra avvertire il nervosismo dell’esperimento cinematografico. A metà tra la cavia e la solitudine dell’ala destra, Zidane alla fine (e non sarà l’unica volta nella sua carriera) cede alla tensione e scatta il coup de théâtre: fallo grave ed espulsione per il protagonista del film. Talmente inatteso da risultare poco chiaro anche nel montaggio finale. Da vedere assolutamente, in dvd di importazione o tramite download.

Guida al download responsabile #4: "General Idi Amin Dada: Autoportrait" di Barbet Schroeder

03/03/2007 | postato da: federicof | Commenti 3

Il pretesto per ripescare questo documentario è ovviamente l’uscita in sala di L’ultimo re di Scozia di Kevin MacDonald nonché l’Oscar al miglior attore ottenuto da Forest Whitaker per la sua interpretazione d... (Continua)

Guida al download responsabile #3: "Sobibor" di Claude Lanzmann

28/01/2007 | postato da: federicof | Commenti 3

Se scaricare alcuni film da internet costituisce un piccolo reato, azione ben più grave è  non vedere opere che difficilmente uno potrebbe procurarsi altrove che sulla rete.
Tra esse ci permettiamo di segnalare Sobibor, 14 octobre... (Continua)

Guida al download responsabile #2: "Hoop Dreams" di Steve James, Frederick Marx e Peter Gilbert (1994)

10/01/2007 | postato da: federicof | Commenti 3

Il secondo capitolo della nostra giovane “guida al download responsabile” (ovvero: se non potete permettervelo, se non è disponibile in Italia, scaricatevelo da eMule ché ne vale la pena) è dedicato a Hoop Dreams, stre... (Continua)

Guida al download responsabile #1: "We Feed the World" di Erwin Wagenhofer (2006)

02/01/2007 | postato da: federicof | Commenti 6

Questa è la prima di una serie di schede dedicate a documentari di scarsa reperibilità ma dal contenuto e dal valore imprescindibile. Documentari insomma che non è facile vedere in giro ma che può valere la pena di ammirare anche a costo di un piccolo atto discutibile (per alcuni) come il download gratuito sulla rete. In molti casi, laddove è disponibile una versione dvd, una proiezione imminente o un passaggio tv, verranno indicate le vie legali per accedere al film. Non vogliamo certo negare il diritto alla retribuzione dell'artista, anche perché vi segnaleremo soprattutto autori e case di produzione indipendenti. Ma personalmente difendiamo anche il diritto, soprattutto per le tasche "deboli" e ancor di più nel caso di film inaccessibili altrimenti, al download gratuito e responsabile.

Esaurita la doverosa premessa veniamo al primo film della serie, l’eccellente We Feed the World, scritto, girato e montato- in maniera peraltro formalmente splendida- da Erwin Wagenhofer, ennesimo esempio di grande documentarista austriaco emerso negli ultimi anni, insieme a Michael Glawogger (Workingman’s Death) e Hubert Sauper (Darwin’s Nightmare).

Si tratta di un tentativo di rispondere per immagini ad alcuni degli interrogativi più pressanti legati alla globalizzazione alimentare ed alla sua sostenibilità: Come arriva sulle nostre tavole il cibo che mangiamo? Quale è il prezzo ecologico da pagare per una simile produzione a grande scala? E’vero che sono i paesi del terzo mondo a pagare il prezzo del nostro consumo? L’agricoltura e la pesca tradizionale sono attività in via di estinzione? Attraverso cinque episodi, girati in cinque diverse parti del mondo, il film mette lo spettatore di fronte ad alcuni emblematici paradossi.

1. In Austria, il pane che alla fine di ogni giorno viene buttato a Vienne sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno della seconda città del paese, Graz.

2. In Bretagna, i pescatori hanno dovuto abbandonare i loro metodi tradizionali e adattarsi alle quote e alle normative imposte dalla UE che di fatto hanno aperto le porte ad una pesca su scala industriale e di bassa qualità .

3. In Spagna meridionale il territorio è soggetto a siccità ed il paesaggio somiglia ormai ad una distesa di lamiere, a causa della coltivazione estensiva di pomodori che ha raggiunto dimensioni irresponsabili.

4. In Brasile i gusti alimentari dei paesi ricchi hanno imposto la coltivazione del mais anche in Amazzonia, col conseguente disboscamento dell’ultima area verde del pianeta.

5. In Romania il passaggio a un’agricoltura moderna sta devastando il tessuto rurale tradizionale.

Fino all’inquietante e magistrale conclusione con l’intervista a Peter Brabeck, presidente della Nestlé, il quale sostiene, nella calma e nel lusso del suo ufficio di Ginevra, la necessità di considerare l’acqua un bene come tutti gli altri, sottoponendolo ad una logica di offerta e domanda commerciale. E sempre questi, mentre passeggia nei corridoi della Nestlè mostrando compiaciuto alcuni modellini che raccontano la storia dell’azienda, si lascia scappare bonario ed ecumenico: "Ma guardiamoci intorno: io dico che non siamo mai stati bene come adesso". Sipario. Io ho visto We Feed the World al Festival di Salonicco del 2006 con sottotitoli elettronici in ingese. So che è circolato per festival e rassegne speciali anche in Italia come il Festival Cinemambiente di Torino. Per chi parla tedesco il film è disponibile in dvd (provate ad esempio su amazon.de) ma non mi risulta che esista in circolazione in versione italiana o inglese, visto che anche il sito ufficiale non ne parla. Di necessità…download. Lo sforzo di capire la lingua originale vi riscatterà dalla piccola infrazione.

WE FEED THE WORLD. Austria, 2005, 35mm, col., 96’. Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Erwin Wagenhofer. Suono: Helmut Junker. Produzione: Allegro Film .

Sito ufficiale: http://www.we-feed-the-world.at/en

 

 

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