A 40 anni dal 1968 l’America e Spielberg ricordano la contestazione e i Chicago 7
Nell’anno in cui si festeggiano i 40 anni del 1968, due film americani tornano sugli anni della contestazione e in particolare sui disordini di Chicago. Quell’anno infatti migliaia di manifestanti irruppero nella Convention annuale del Partito Democratico per manifestare contro la Guerra in Vietnam, scatenando una guerriglia contro la polizia che provocò grande scalpore, alcuni feriti e una repressione senza precedenti. Sette di essi, i famosi Chicago 7, vennero in seguito giudicati in un processo ultra- mediatizzato in cui furono chiamati a testimoniare figure fondamentali della controcultura americana, come Norman Mailer, Jesse Jackson e Timothy Leary, e che segnò un punto fondamentale della generazione della contestazione negli Stati Uniti.
Il primo è Chicago 10, originalissimo “documentario di animazione” che si basa sugli atti del processo fondendo materiale d’archivio e le voci di attori come Nick Nolte e Mark Ruffalo, con uno stile grafico che ricorda vagamente quello utilizzato in A scanner darkly e Waking Life di Richard Linklater. Realizzato da Brett Morgen, già candidato all’Oscar per il documentario nel 1999 con On the ropes, il film è stato presentato al Sundance e a Locarno nel 2007.
L’altro progetto è capitanato nientemeno che da Steven Spielberg che produrrà e dirigerà The Trial of the Chicago 7, film di fiction ispirato a quei fatti e per il quale pare siano già stati reclutati attori del calibro di Philip Seymour Hoffman, Sacha Baron Cohen, Will Smith e Kevin Spacey.
Comizi d'amore: da Pasolini a Scurati (1965- 2008)
Pare che lo scrittore Antonio Scurati stia lavorando insieme alla Fandango a una sorta di aggiornamento dei celebri Comizi d'amore che Pier Paolo Pasolini realizzò nel 1965. Il principio di Pasolini era al contempo banale e rivelatore: girare l'Italia (in particolare, ma non solo, quella più profonda), tra balere, bar e altri luoghi "popolari" per porre domande sulla sessualità, l'amore, il divorzio, l'Italia e altri argomenti delicati. Il risultato, forse più che in opere più complesse e programmatiche del regista, era uno spaccato sull'Italia del tempo e le sue contraddizioni al contempo lieve e profondo. Oltre agli "italiani medi" (tendenzialmente ignoranti e benpensanti) comparivano anche Alberto Moravia, Oriana Fallaci e Cesare Musatti.
In attesa di vedere se e come il progetto di Scurati si concretizzerà, e con l'inquietante presentimento che su temi quali omosessualità e religione sia scomparsa solo la freschezza ma non il pregiudizio degli italiani, è interessante rivedere alcuni spezzoni dell'originale.
Trailer di "Morire di lavoro" di Daniele Segre
Ne parlavamo un mese fa. Da ieri è disponibile online il trailer del nuovo documentario di Daniele Segre sulle morti sul lavoro. Il film è stato appena ultimato, in un momento in cui non si sono ancora (fortunatamente) spente le polemich... (Continua)






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